Tecnologia ed essere umano: il pensiero umano al centro

Tecnologia ed essere umano: il pensiero umano al centro

In un mondo che pone il machine learning al centro di ogni business è bene recuperare le radici antropocentriche dell’essere umano o, detto altrimenti, è tempo di pensare all’uomo.

 

La rivoluzione generata dalle tecnologie digitali, sociali e mobili ha profondamente spostato la nostra asse comunicativa, il modo in cui agiamo come comunicatori e come persone.

 

TECNOLOGIA UMANA

 

Questa rivoluzione non può dirsi mero cambiamento in quanto l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico iniziano a interessare tutte le aree della nostra vita.

 

E’ piuttosto patente che ci troviamo di fronte ad un bivio,  quello tra essere umano e tecnologia, e dobbiamo essere bravi a sfumare queste due possibilità in modo tale da creare intersecazione e non divergenza.

TECNOLOGIA: BIVIO O INTERSEZIONE?

 

Ma come si può agire?

 

Molti si sentono minacciati, credendo che le tecnologie creano o infiammano i mali sociali, invece di migliorare la vita. Se da una parte può esserci del vero in queste paure, è importante ricordare e sottolineare che la tecnologia ci agevola risolvendo problemi umani complessi.

 

Mentre si grida allo scandalo, rischiamo di concentrarci troppo sulla tecnologia come un “mezzo” e non sull’obiettivo finale: migliorare l’esperienza umana.

 

Questa tensione tra il potere trasformativo della tecnologia e la paura delle sue conseguenze si perde nella notte dei tempi.

 

Fondamentalmente, presenta un’opportunità molto reale – ma anche una responsabilità – per i brand disposti a superare questa dicotomia e a pensare all’umano.

 

Cosa significa pensare umano?

 

Pensare all’uomo significa pensare, parlare e agire in un modo che coinvolga i bisogni, i desideri e i valori fondamentali del pubblico.

 

Questa mentalità può essere trasformativa per le corporazioni e per i singoli leader. Un modus operandi che unisca marketing, comunicazione e tecnologia.

 

“Pensare all’uomo significa pensare, parlare e agire in un modo che coinvolga i bisogni, i desideri e i valori fondamentali del pubblico”. Laddove la tecnologia era una volta un settore autonomo, ora è in ogni settore – dai prodotti e servizi, all’esperienza del cliente e al contesto sociale dell’azienda stessa.

 

Di conseguenza, le funzioni di comunicazione di marketing svolgono probabilmente un ruolo più fondamentale che mai nel settore che supporta, ma anche nell’interazione della società con i clienti che serve e la società in cui si trova. In breve, la posta in gioco non è mai stata più alta per ciò che facciamo giorno per giorno.

 

Tecnologia: Paradiso o Inferno?

 

In realtà, la relazione tra uomo e tecnologia è molto più sfumata, con profonde opportunità e preoccupazioni reali.

 

Certamente questo divario causa inquietudine per molti, poiché in parte l’automazione potrebbe mettere in rischio alcuni lavori umani; viceversa c’è chi sostiene che lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie ha il potenziale per creare da 20 a 50 milioni di posti di lavoro a livello globale entro il 2030. L’ambiguità continua.

 

Il modo in cui gestiamo questa ambiguità dipende dalla nostra volontà di ricordare una verità critica: che la tecnologia ha sempre e solo facilitato i bisogni e i bisogni umani esistenti.

 

Dopotutto, la Gutenberg Press non ha creato comunicazioni scritte, le ha semplicemente ridimensionate. La celluloide non ha creato la narrazione, che esisteva da milioni di anni. Il Web non ha favorito la connessione umana, l’ha semplicemente facilitata.

 

L’ebook non ha sostituito il cartaceo e, per ora, per quanto in crisi, la carta stampata continua a vivere.

 

I brand che lasceranno il segno saranno coloro i quali porranno il pensiero nelle parole, nelle azioni, nel linguaggio, anticipando i bisogni, i desideri e i valori umani.

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